L’analisi dell’indice di liquidità: una buona prassi per monitorare clienti, prospect e fornitori
L’analisi della liquidità è uno dei parametri che ci aiuta a comprendere quanto i nostri stakeholder stiano operando con una gestione aziendale virtuosa. Questa informazione è infatti importante per prevenire eventuali scenari negativi ed intervenire per tempo. Vediamo del dettaglio quali sono gli indici più rilevanti per effettuare tali valutazioni.
La liquidità aziendale
La liquidità aziendale indica la disponibilità immediata o a breve termine di risorse finanziarie per coprire le passività correnti. Un’azienda con un buon livello di liquidità ha maggiore flessibilità operativa e può affrontare situazioni di crisi senza compromettere la propria stabilità finanziaria.
Da non confondere con la solvibilità, che riguarda l’analisi della sostenibilità finanziaria sul lungo periodo e la capacità di coprire le passività con le proprie attività operative.
Mantenere un equilibrio tra liquidità ed investimenti è essenziale: troppa liquidità può indicare una gestione inefficiente delle risorse, mentre una liquidità insufficiente aumenta il rischio di insolvenza.
La liquidità di un’azienda influisce su:
- attrattività per investitori e creditori, visto che una buona solvibilità riduce il rischio di insolvenza e rende l’azienda più affidabile;
- condizioni di finanziamento, dal momento che le banche e gli investitori concedono prestiti a condizioni più vantaggiose a imprese con un elevato livello di solvibilità;
- continuità aziendale, una società solvibile ha, infatti, maggiori probabilità di superare periodi di crisi economica senza dover ricorrere a operazioni straordinarie (come ristrutturazioni o vendite di asset strategici).
Un’impresa con una buona liquidità è in grado di pagare i fornitori, rimborsare i debiti e affrontare eventuali imprevisti senza difficoltà.
Quali sono gli indici di liquidità da considerare?
Gli indici di liquidità misurano la capacità dell’azienda di far fronte agli impegni finanziari a breve termine. Valutare la liquidità aziendale significa dare un giudizio sulla capacità dell’impresa di far fronte a tutte le uscite monetarie derivanti dalla gestione operativa. Tale capacità dipende dal bilanciamento tra entrate ed uscite a breve termine.
Vediamo tre indici fondamentali da conoscere prima di instaurare un rapporto commerciale, in quanto offrono informazioni sulla capacità di un’impresa di onorare i propri obblighi finanziari. Sono informazioni essenziali per creditori, fornitori e istituti di credito.
Acid test – Indice di liquidità primaria (detto anche Quick ratio)
L’Acid Test misura la capacità di un’azienda di coprire i debiti a breve termine con le attività più liquide, senza vendere scorte o ottenere finanziamenti. Tuttavia, esclude beni a lungo termine e può offrire un quadro parziale, perciò va analizzato insieme ad altri indicatori finanziari.
Formula e calcolo dell’indice di liquidità primaria
È espresso dal rapporto tra liquidità immediate e differite, e passivo a breve termine con la formula:
(Totale attività corrente – Rimanenze) / Totale passività correnti
Come interpretare l’indice di liquidità primaria
- acid test < 1 → Rischio di insolvenza, l’azienda potrebbe avere difficoltà a coprire le passività senza vendere le scorte
- acid test > 1 → Situazione di equilibrio, l’azienda ha abbastanza attività liquide per coprire i debiti a breve termine
- acid test ≥ 2 → L’azienda potrebbe avere troppa liquidità inutilizzata, il che potrebbe indicare una gestione inefficiente delle risorse.
Current ratio
Indica la capacità di coprire il proprio fabbisogno finanziario a breve termine utilizzando le proprie attività correnti.
Il Current Ratio indica se l’azienda sarà in grado di pagare le fatture nei tempi concordati. L’interpretazione del Current Ratio varia a seconda della prospettiva di chi lo analizza. Per un fornitore o un creditore, un Current Ratio tra 1,2 e 2 è ideale, in quanto indica una buona capacità di pagamento senza che l’azienda stia accumulando liquidità inutilmente. Un Current Ratio elevato è positivo, ma l’analisi va completata con altri indicatori, come il Debt to Equity Ratio e l’Interest Coverage Ratio, per valutare il rischio complessivo.
Calcolo del current ratio
Viene espresso con la formula:
Attività correnti / Passività correnti
Come si interpreta il valore del current ratio
- Current Ratio < 1 → Rischio di insolvenza, segnala che l’azienda ha più debiti a breve termine che attività liquide e potrebbe avere difficoltà a rispettare le scadenze dei pagamenti, aumentando il rischio di default.
- Current Ratio = 1 → le attività correnti e le passività correnti sono uguale, è una situazione critica in quanto le entrate correnti sono appena sufficienti a coprire le uscite correnti.
- Current Ratio > 1 → Affidabilità nei pagamenti. L’azienda appare in grado di coprire i suoi debiti a breve termine con le attività correnti
- Current Ratio > 2,5 → Inefficiente delle risorse (troppa liquidità non investita o eccesso di scorte). Un’azienda con eccessiva liquidità potrebbe non investire in crescita o potrebbe avere una gestione inefficiente delle risorse aziendali.
Cash Flow to Debt Ratio
Misura la capacità dell’azienda di rimborsare i debiti con il flusso di cassa generato dall’attività operativa. Perché è importante? Sostanzialmente per tre motivi:
- valuta la sostenibilità del debito, un basso valore potrebbe indicare problemi di solvibilità;
- supporta decisioni finanziarie, utile per investitori e creditori nel determinare il rischio dell’azienda;
- indica efficienza operativa, un buon rapporto suggerisce che l’azienda genera sufficiente liquidità per operare senza eccessivo ricorso al debito.
Formula e calcolo del Cash Flow to Debt Ratio
Si calcola in questo modo:
Flusso di Cassa Operativo / Totale Passività
Dove il Flusso di Cassa Operativo rappresenta il denaro generato dall’attività operativa dell’azienda, escludendo investimenti e finanziamenti, mentre il Totale Passività comprende il debito sia a breve sia a lungo termine.
Come interpretare il Cash Flow to Debt Ratio
- Cash Flow to Debt Ratio > 1 → l’impresa è in grado di coprire interamente il proprio debito con il flusso di cassa operativo, segnalando una forte solidità finanziaria;
- Cash Flow to Debt Ratio tra 0,2 e 0,5 → la realtà è in grado di coprire solo una parte del proprio debito con il flusso di cassa, il che potrebbe essere accettabile in settori con cicli di investimento elevati.
- Cash Flow to Debt Ratio < 0,2 → l’azienda potrebbe avere difficoltà a rimborsare il debito con il flusso di cassa operativo, rendendola dipendente da nuove fonti di finanziamento o dalla vendita di asset.
Indici di liquidità aziendale: su cosa influiscono?
Gli indici di liquidità influenzano numerose decisioni aziendali e finanziarie:
- Accesso al credito: le banche valutano la liquidità prima di concedere finanziamenti.
- Fiducia dei fornitori: un’azienda con una buona liquidità può ottenere condizioni di pagamento più favorevoli.
- Gestione degli investimenti: aiuta a decidere se destinare risorse a nuovi progetti o mantenere liquidità per esigenze operative.
- Pianificazione finanziaria: permette di prevedere eventuali situazioni di tensione finanziaria e adottare strategie preventive.
Un monitoraggio regolare di questi indicatori consente alle aziende di prevenire problemi finanziari e mantenere un equilibrio tra investimenti e disponibilità di liquidità.
Indicatore | Interpretazione | Quando usarlo |
Current Ratio | Misura la capacità dell’azienda di coprire le passività a breve termine con le proprie attività a breve. Un valore superiore a 1 indica una buona liquidità. | Utile per valutare la capacità dell’azienda di affrontare obblighi finanziari nel breve termine. |
Quick Ratio (Acid Test) | Simile al Current Ratio, ma esclude il magazzino per un’indicazione più immediata della liquidità. Un valore elevato segnala una buona capacità di pagamento. | Utile per analizzare aziende con elevato valore di scorte che potrebbero non essere rapidamente liquidabili. |
Cash Flow to Debt Ratio | Indica la capacità dell’azienda di ripagare i propri debiti attraverso i flussi di cassa operativi generati. Un valore più alto segnala una migliore capacità di sostenere il debito. | Utile per valutare la sostenibilità del debito nel lungo periodo e la capacità dell’azienda di generare liquidità. |
Monitorare lo stato di salute dei clienti e come trovare nuovi clienti: 3 step per analizzarla con i servizi Abbrevia
Affidarsi ad Abbrevia X è un modo efficace per ottenere indicazioni inerenti la solvibilità di un’azienda. Bastano tre step per ottenere un quadro chiaro della situazione finanziaria e prendere decisioni informate.
1. Ricerca azienda per ragione sociale, partita IVA o filtri
Abbrevia X è una piattaforma per trovare nuovi clienti: puoi ricercare aziende tramite i filtri di selezione (tra cui area geografica, codice ateco, andamento, ecc.) oppure tramite partita IVA o ragione sociale. In alternativa, puoi caricare una lista di clienti e chiedere ad Abbrevia X di trovarne di simili.
2. Analisi del bilancio e degli indici di liquidità
La piattaforma permette di ottenere informazioni sull’andamento di un’impresa, a partire dai dati di bilancio aziendali, dagli indicatori di solvibilità e da eventuali segnalazioni di eventi negativi (protesti e procedure concorsuali).
È possibile visualizzare indici di solvibilità, come il Debt to Equity Ratio, ma anche indici di liquidità [link ad articolo liquidità], come il Current Ratio.
3. Valutazione del rating aziendale e del rischio di insolvenza
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